🇧🇷 Brasile🇨🇴 Colombia🇨🇷 Costarica🇵🇦 Panamá🇲🇽 Messico🇩🇪 Berlino🇳🇱 Amsterdam🇭🇷 Croazia
🇧🇷 Brasile🇨🇴 Colombia🇨🇷 Costarica🇵🇦 Panamá🇲🇽 Messico🇩🇪 Berlino🇳🇱 Amsterdam🇭🇷 CroaziaAbout
San Paolo del Brasile: visitare la Gigalopoli Made in Brasile - parte tre

San Paolo del Brasile: visitare la Gigalopoli Made in Brasile - parte tre

Tue, 12 Mar 2024 · 🎧 ~13 min

💡Quali musei evitare e quali visitare?
💡Da quale punto panoramico si può vedere quasi tutta San Paolo dall'alto?
Alcuni musei sono come quei genitori che ti fanno sentire fuori posto tutta la vita, mentre altri invece ti accolgono talmente bene che quando vai via ti senti persino più in gamba.
Dopo aver corso tra l'Avenida Paulista e i rooftop in cima alla città, resto ferma un turno dentro un'opera di TeamLab, il collettivo di installazioni interattive che ha reso l'arte alla portata di tuttə.

🇧🇷 São Paulo, Brasile.

Trascrizione

Scanner magico e fiori che sbocciano

Dentro la sala c'era una piccola stanza con pastelli a cera, fogli di carta e lampade dove le persone in visita potevano disegnare un prototipo di fiore. Quindi l'ho fatto anch'io l'ho dato a l'omino della stanza magica e lui l'ha messo dentro questo scanner ottico. E questa opera quando ho toccato il muro nella parte nera ha fatto sbocciare dei fiori intorno alla mia mano.

E questa è stata una sensazione proprio, cioè mi ha proprio fregata, capito? Io lo so che è una roba raccontata così che non fa notizia, che è banale. Però il mio piccolo cuore anni ottanta è impazzito. Il museo di arte contemporanea di San Paolo è un palazzo che galleggia nel vuoto. Cioè, quando tu paghi l'ingresso e cerchi di entrare, ti accorgi che il piano zero non esiste.

Puoi scegliere fra il piano meno uno piano più uno.

Goya a sei gradi: arte o frigorifero?

Però il piano zero come piano terra in pratica non esiste e già quello è un gigantesco secondo piano del MASP. Fighissimo. Ci sono I GoyA, ci sono i Modigliani, ci sono i Picasso e ci sono sei gradi centigradi. Non Farenheit, secondo me, perché di martedì è gratis l'ingresso e quindi serve un po' per velocizzare le visite, così che non ci si attardi troppo ed è organizzato tipo bazar.

Ci sono tutte le opere disposte su delle stalla di vetro, così da una parte si guarda l'opera e dall'altra, si legge Chi l'ha creata però è tutto è tutto attaccato, cioè rococò, arte brasiliana moderna, neoclassicismo, impressionismo, futurismo, cubismo, tutto uno affianco all'altro tipo veramente gran bazar a chi offre di più?

Non avevo mai visto una permanente così, però boh ne vale la pena. Forse.

Quando l'arte contemporanea ti fa sentire idiota

Comunque certi musei di arte contemporanea sono tipo dei genitori severi che ti fanno sempre sentire una stronza inadeguata che non capisce una mazza che non ce la fa. Tant'è che io ho appena fatto esperienza di uno dei miei incubi personali. Dopo il sabato pomeriggio all'ikea, ecco che entro nel museo di arte contemporanea di San Paolo giro due sale alla terza sala mi si presenta una scala di metallo e ho pensato boh chi è lo stronzo che l'ha lasciata qua anziché finire l'allestimento e quindi volevo scattare una foto, mi sentivo anche figa e dicevo minchia, guarda quanto sono furba!

Io no, che so veramente riconoscere un'opera d'arte invece da un oggetto d'arredo e invece col cazzo! Mentre stavo scacciando per scattare la fotografia, mi sono accorta che a fianco c'era il cartellino con il nome e la data.

Ho scambiato le scale per un'opera

E quindi sì, era un'opera d'arte quella vabbè, me quiero matar. E quindi sì, il mio modestissimo parere il museo di arte contemporanea di San Paolo è saltate saltate perché a meno che non si abbia una conoscenza parecchio, parecchio avanzata di arte contemporanea. E con questo mi riferisco a chi lavora nelle gallerie, cioè gente tipo Veronica Veronesi di Galleria + a Bologna, o curatori o gente che scrive non è il caso perché non c'è nessun modo di entrare in contatto con il significato delle opere.

Quando invece alla Pinacoteca Di San Paolo, che è altrettanto famosa e pubblicizzata, invece lì ci sono stata e ovviamente le occasioni per capirci qualcosa si sono moltiplicate Di sala in sala, poi tra l'altro non è neanche detto che si debba capire l'opera d'arte. Però sicuramente tutte le fotografie che ho scattato lì e i video che ho fatto sono di opere che io avrei comprato anche solo per il modo in cui mi facevano sentire mentre le guardavo e secondo me questo è più che sufficiente anche quando non si capisce una mazza.

Dal flop al grattacielo dei banchieri

Lì adesso è tardissimo, però te lo dico adesso non aspetto fino a domani, anche perché mi sa che forse non avrò la connessione domani. Ieri sono andata dopo la grandissima delusione del Museo di Arte contemporanea di San Paolo, sono andata a vedere Farol Santander che è questo grattacielo nel centro che ovviamente ospita tutte le teste, le teste calde, le teste importanti di Santander e anche degli spazi espositivi.

E ci sono andata con questi due amici di Santiago Del Cile che ho ereditato da due amiche mie di Santiago Del Cile che sono appassionate di quell'arte che si capisce, diciamo quell'arte che ti puoi divertire quando vai a vederla e non ti senti proprio un fessacchiotto della prateria. Ed è stato figo, devo dire forse è stata la cosa più bella che ho fatto, mentre mentre ero qua perché è un palazzo a fianco al banco principale di San Paolo ce ne sono tante.

Palazzi dorati e tende Quechua

Ci sono cinque sei banche diverse, banche internazionali, banche brasiliane. Sono praticamente tutte intorno alla stazione centrale e sono dei palazzi stupendi che di sera si riempiono di tende della quechua con persone che passano la notte lì. Quindi diventa una zona dove immediatamente appena calato il sole subito tutti ti dicono fuori dai piedi, prendi la metro e vai.

Però mentre noi eravamo lì per la visita, devo dire che è stato veramente spettacolare. Con l'ascensore si sale all'ultimo piano che è una vista a trecentosessanta gradi di tutta la città. Praticamente a me ha fatto abbastanza impressione perché c'era un po' di foschia. Però non si vedeva la fine dei palazzi, sembra Blade Runner.

Mancavano soltanto le macchine volanti e c'eravamo e veramente qualunque qualunque direzione guardassimo, c'erano palazzi a perdita d'occhio infinito proprio a me una sensazione di disagio.

TeamLab: quando la tecnologia commuove

Amarezza fortissima però anche comunque. Vabbè, affascinante, ovviamente io non vivrei mai in un posto così, però insomma, è divertente a visitare, scattare le fotografie. Comunque la mostra, che è il motivo per cui siamo andati, era su diversi piani. Idee di questo collettivo che esiste da fanta milioni di anni che si chiama TeamLab, lavora un sacco sulle installazioni, sulla videoarte e sull'arte che le persone possono possono toccare, possono sentire, possono utilizzare come qualcosa di interattivo.

E infatti i primi due piani erano tradizionali, con una certa illuminazione proiettata sul soffitto sul pavimento. Specchi per riflettere tutta questa installazione. Niente di sconvolgente, bello, Per carità, mostra degli screen saver l'abbiamo vista anche noi a Berlino con Darkness No! Oddio!

Screen saver da ventimila euro

C'è stata una mostra famosissima due anni fa a Berlino. Tutti qua ne hanno parlato. Mi sa che si chiamava Dark Dark darkness Dark Room? No, Dark è un'altra roba. Vabbè, non importa. A me aveva fatto lo stesso effetto di una mostra di Screen Saver che proprio mi avevano rubato i soldi. Ma non importa.

C'ero andata con una mia amica. Ero presa bene, quindi su le mani. E invece questa mostra qua al terzo piano aveva una roba che io non ho mai visto e ci sono cascata con tutte le scarpe. Proprio come una nene di cinque anni sono entrata in questa stanza dove c'erano delle proiezioni di fiori, indicativamente in loop.

Però la differenza rispetto alle altre è che questi fiori, che erano proiettati in movimento sulle pareti, reagivano al contatto con le mani delle persone. Non solo, non solo. E qua, proprio il mind fuck dove Finelli dice Ciao raga, me ne vado dentro la sala c'era una tenda nascosta e dopo questa tenda una piccola stanza con pastelli a cera, fogli di carta e lampade dove le persone in visita potevano disegnare un prototipo di fiore.

Il mio fiore-fiammifero prende vita

Questi fogli ovviamente calibrati in un certo modo e quindi l'ho fatto anch'io Mi sono messa lì coi pastelli presa bene disegna, disegna, disegna e ho fatto questo fiore fiammifero questo fiore lampada, fiore, fiammifero Sono uscita dalla sala tutta contenta saltellando con il mio foglio calibrato l'ho dato a l'omino della stanza magica e lui l'ha messo dentro questo scanner ottico che ha passato il flash avanti e indietro su questa immagine e dopo sessanta secondi il fiore che io ho disegnato io.

Finelli, cinque anni prima elementare, è apparso sul muro della stanza. Ovviamente era molto più bello. Il fiore fiammifero proiettato però era veramente il mio. Cioè sono riuscita a riconoscerlo e questa opera d'arte quando ho toccato il muro nella parte nera, dove la proiezione non era ancora cominciata, ha fatto sbocciare dei fiori intorno alla mia mano.

Cuore anni Ottanta in tilt totale

E questa è stata una sensazione proprio. Cioè, mi ha proprio fregata, capito? Io lo so che è una roba raccontata così che non fa notizia, che è banale però il mio piccolo cuore anni ottanta è impazzito, è impazzito quando ha visto quella roba là mi sono veramente commossa e quindi credo che tra tutte le cose che ho fatto qua a San Paolo, questa sia stata sicuramente la più bella, perché boh, alla fine i musei, soprattutto quelli di arte contemporanea, a me hanno sempre fatto, mi hanno sempre messo un pochino in soggezione, mi hanno sempre intimidito un po' e soprattutto mi ha sempre fatto sentire un'estranea.

Invece questa cosa che abbiamo fatto ieri è stata un po' come Ah, okay, anch'io faccio parte anch'io capisco Anch'io mi diverto anch'io posso contribuire. No, è stato figo. Sicuramente è più figo nel video che nel mio racconto.

Perché Viaggio a 1.5x

Quindi ti manderò anche il video. Basta! Bene, bene, bene. Quindi praticamente il mio resoconto finisce qua. Io rinnovo i miei saluti e un buon sabato a te tanto lo so che ascolterai questo messaggio. All'alba ragazzo, voglio una Vita Spericolata. Ciao. Se ascolti per la prima volta e ti stai chiedendo perché Viaggio1.5x è presto detto uno punto cinque è la velocità di riproduzione dei messaggi vocali.

Io mando messaggi vocali molto lunghi e non lo sapevo fino a quando mi hanno detto Cate, devo prendere un giorno di ferie. E quindi da questo giro di lamentele che si è fatto sempre più frequente quando ho iniziato a viaggiare lungo l'America Latina, ho pensato Bene, è arrivato il momento di rivendicare questo disagio e dare questo titolo al podcast.

E mi raccomando, mi trovate su Instagram come viaggio1x5.

Raga, Buttate un following e buttate un cinque stelle. Grazie, buon ascolto.