Ma Poi
Ma Poi del corpo cosa se ne facevano nel caso di Chichén Itzá? Lo buttavano dentro il Cenote più vicino e infatti Poi siamo andati a fare una passeggiata a questo Cenote, Dove Ovviamente è proibito tuffarsi e Dove ci sono un sacco di fotografie in bianco e nero più o meno degli anni settanta, Dove appunto si vedono gli archeologi seduti a terra con tutte questi resti, Ovviamente ossei dei corpi Che sono stati ritrovati dentro il Cenote.
Bene, bene, bene, ho pensato è proprio un'ottima storia da ascoltare prima di andare a dormire. È vero, Eccomi. Sono stata a Valladolid subito dopo essere andata via da Holbox, proprio perché ho pensato bella la Summer of Love. Però io sono venuta qui per vedere il Messico e il Messico Mi sembra Che si stia nascondendo molto bene, quindi devo andare a cercarlo da qualche altra parte anziché andare a Tulum.
Ottanta gradi e una città fantasma
Ho dribblato e sono andata a Valladolid. Bellissimo centro storico, fantasmagorico, stupendo, Ovviamente ottanta gradi fat Che ti chiamano la cassa. Però anche questo, insomma fa parte del clima. Stiamo entrando nella estate vera e propria, quindi non ci si può fare un bel niente. Bisogna soltanto stringere molto, molto stretti i denti in curva.
Da lì si va velocissimi a Chichén Itzá e questo Ovviamente è un po', il sentiero battuto praticamente da tutti. Però non importa, perché in realtà nei posti Dove bisogna fare un po' occhio e stare col coltello fra i denti e secondo me il Messico non fa eccezione su questo tanto meglio battere il sentiero Che battono tutti.
Svegliarsi come minatori? No grazie
Comunque c'avevano ragione tutti quelli Che si sono svegliati alle Cinque AM per andare a vedere questo sito archeologico, perché effettivamente quando non c'è nessuno c'è soltanto la guida con le persone con tre quattro Che sono riuscito a svegliarsi come i minatori secolo. Ecco, ti ripaga, ti ripaga molto.
Io non sono tra loro, Ovviamente. Figuriamoci però. Comunque ho fatto la visita lo stesso. è stato bello rendersi conto Che i Maya avevano già capito un sacco di robe su come funziona il movimento dei pianeti, come funzionano le stagioni, come calcolare il tempo in un anno la semina, il raccolto come andare in guerra, cosa fare dei dei resti dei propri nemici, eccetera.
Avevano questa conoscenza gigantesca in tantissimi ambiti, mentre noi arriviamo a Chichén Itzá e cosa vediamo, vediamo noi stessi battere le mani come dei cialtroni e farci i selfie con la GoPro, eh?
Quando batti le mani e senti...
Vabbè, è andata così. Purtroppo loro sono scomparsi e invece noi no, no. Beh, scherzi a parte il battere le mani, Comunque, a me ha fatto abbastanza esplorare, non è vero la casa? Perché non non avevo assolutamente capito il motivo. Poi mano a mano Che la visita è andata avanti, ci Hanno spiegato appunto Che la piramide principale, questo sito archeologico pazzesco, è costruita in modo tale per cui il suono del battito delle mani viene rimbalzato con il verso di questo uccello Che rappresenta metà della divinità principale della cultura maya.
È vero, metà Biscione, metà uccello indovina un po' comunque Chichén Itzá, capitale mondiale del souvenir oltraggioso e farlocco. Perché quando si entra nel nel sito archeologico della città antica c'è questo imbuto di bancarelle Che per due lati ti presenta dei souvenir.
Frida Kahlo guerriera Maya: che mix!
Veramente ci va il coraggio per portarli fino all'aeroporto e tornare a casa, perché trovi ad esempio tutta l'iconografia del Messico in un solo oggetto. Alla faccia delle epoche della storia non gliene frega niente. Ad esempio, poster di guerrieri Maya Che però c'ha la faccia di Frida Kahlo, Che però tiene in mano lo scheletro di un dia de los muertos.
Così, cioè con dietro. Ovviamente è un disco volante, ad esempio così, e perciò è abbastanza divertente e credo Che di tutto quello Che vendono è forse il più oltraggioso di tutti sia davvero il coltello di onice Che dovrebbe più o meno rappresentare lo strumento Che i nostri simpaticissimi maya usavano per i sacrifici umani.
Tra l'altro tra l'altro io pensavo vabbè sacrifici umani i poveri srs Che venivano sacrificati probabilmente eran prigionieri, probabilmente eran nemici.
Il calcetto dei Maya non era...
E invece no, perché continuando la visita ci Hanno fatto vedere un'area Che è un po' tipo il campo da calcetto dei maya e quindi siamo entrati tutti sghignazzando pensando a Che figata vedi Che anche loro, fra un massacro e l'altro fra una guerra e l'altra, ci davano secco anche loro nel campo della pallacorda o del baloncesto, perché non si capisce bene come tradurre il nome di sto gioco.
Comunque siamo arrivati su questo campo inequivocabilmente sportivo e ci Hanno fatto vedere queste due questi due canestri Che in realtà sono degli anelli di pietra tipo a sette metri di altezza, alla faccia delle dell'altezza media degli amici maya Che a quanto ci Hanno raccontato erano persone molto Piccole, cioè Piccole rispetto a al all'altezza media della nostra epoca.
Erano persone più o meno sul metro e cinquanta sessanta.
Che Poi
Una persona più o meno di un metro e cinquanta e sessanta in realtà è di un'altezza assolutamente normale standard. Però facciamo finta Che ci portano dentro questo campo da gioco, ci mostrano le due, i due canestri di pietre e quindi noi cominciamo sai, a fare gli imbecilli te mi mando tiri a canestro e e robe del genere e a un certo punto cosa scopriamo Che anche in questo gioco a squadre l'obiettivo era scegliere qualcuno da sacrificare agli dei.
E io ho ho subito pensato vabbè, allora vorrei dire Che si giocava fino alla morte. Sì, per salvarsi le penne. E invece no, perché il vincitore, cioè quello Che riusciva a tirare questa palla di di gomma naturale attraverso il canestro, era quello Che Poi veniva sacrificato, nel senso Che davvero i figli delle famiglie più in vista, in buona salute e probabilmente con tutta la vita davanti, volevano nient'altro Che farsi un nome all'interno della società Maya anche in questo modo qua, offrendosi volontari come protagonisti di questo sacrifizio, non è vero?
Pugnali di onice e cuori pulsanti
Eh no, sulle mani, per loro zero. E comunque quello Che sembra un sacrificio sanguinario lo è ancora di più quando ci vengono Poi mostrati i disegni, Che sono quelli Che gli spagnoli fanno non appena arrivano a rompere le balle, Dove si vedono appunto questi pugnali di onice Che vengono utilizzati per estrarre il cuore pulsante della persona e offrirlo vero agli dei, di solito per interrompere la siccità.
E Poi uno pensa bene, bene, bene, anzi male, male, male. Ma Poi del corpo cosa se ne facevano? E anche qua, dettaglio non da poco cosa se ne facevano nel caso di Chichén Itzá lo buttavano dentro il seno più vicino limitrofo. E infatti Poi siamo andati a fare una passeggiata a questo sete Dove Ovviamente è proibito tuffarsi e Dove ci sono un sacco di fotografie in bianco e nero più o meno degli anni settanta, Dove appunto si vedono gli archeologi seduti a terra con tutte queste questi resti, Ovviamente ossei dei corpi Che sono stati ritrovati dentro il Cenote.
Bene, bene, bene ho pensato è proprio un'ottima storia da ascoltare prima di andare a dormire. È vero, hai ascoltato Viaggio a uno punto Cinque, un podcast contro il trappolone dei viaggi clone. Se stai per partire o vuoi soltanto farti una passeggiata virtuale, trovi la mappa nella descrizione con tutti i posti di cui ho parlato nel podcast.
Se sei su Spotify puoi mettere le stelle, magari Cinque? se ti va di fare due chiacchiere o di salutarci. Sono su Instagram e sono viaggio uno per Cinque. E se stai ascoltando invece su Apple podcast mi sarebbe veramente veramente d'aiuto una recensione ovvio, sempre se ti è piaciuto. Se invece hai fatto già tutto, beh, puoi sempre dirlo a qualcuno.
Grazie per l'ascolto e alla prossima puntata ciao.