Google Reviews: l'inferno dei fashion victim
Perché a quanto pare, leggendo le recensioni di Google, che poi sono il posto più vicino all'inferno, direi io che cosa scopro? Scopro che ad AMSTERDAM, proprio perché il vintage va tantissimo, ci sono un sacco di negozi che millantano le grandi firme. E invece non è vero. E invece quella gonna di Valentino e quelle Manolo Blahnik effettivamente sono made in Taiwan.
sempre Kate, polacca a questo giro sono a fianco al banchetto che vende i cannoli italiani e quindi spara i tenores a tutto volume sono in questo mercato consigliatissimo. Me ne hanno parlato parecchie persone che sono state qui per studiare, lavorare, innamorarsi, fare famiglia, eccetera. Si chiama Albert Khat ed è una strada abbastanza lunga che si trova nella parte ovest di AMSTERDAM.
C'è un po' di tutto.
Babele vintage: quando il mercato parla tutte le lingue
Oggi, a quanto pare il mercato va avanti tutta la settimana. Si può comprare da mangiare, da vestire. Si possono trovare grandi firme a prezzi piccoli, piccoli, come direbbe la reclame. Ma la cosa, secondo me interessante, è il motivo per cui vale la pena venire fin qua è sentir parlare praticamente tutte le lingue possibili.
E l'ennesima prova. Che la diversità demografica è altissima. Qui è molto divertente come si debba alcune volte parlare l'inglese perché la lingua di servizio, mentre la lingua madre potrebbe essere tranquillamente un dialetto dell'africa. Oppure oppure lo spagnolo, oppure oppure una delle tante derivazioni del cinese mandarino, oppure è una mescolanza di tutto come in questo momento.
Dove ecco, al banco dei pancake cinesi ha ricoverato il proprietario del banco dei cannoli italiano che ha fatto partire il gioco aperitivo ci sta bene, io procedo perché oggi la missione è comprare o andare a guardare vintage.
Albert Street: il regno del risparmio chic
Quindi oggi prima tappa Albert che è questa strada, poi ci sarà da vedere appena lo scopro te lo dico okay, sennò lo metto sulla mappa e facciamo prima o no? Dunque Dunque dunque grande topic, il vintage detto anche retrò, detto anche detto anche risparmiamo un po' di soldi, detto anche sparagni e comparisce amica.
Ci sono un sacco di negozi di vintage, tantissimi da quelli che vendono gli abiti al chilo, come a Berlino, fino a delle vere e proprie boutique dove si trovano articoli Dolce e Gabbana, Fendi, Versace, ma a prezzi scontatissimi.
Scavare tesori: l'arte del cacciatore vintage
Quindi se si ha un po' di fortuna, un po' di, insomma voglia di scavare, scavare, scavare, si possono trovare anche pezzi interessanti alla metà del prezzo. A un terzo e fino a qua uno dice Vabbè, ci sta. È anche per questo che le persone veramente cool le vedi per strada vestite un po' anni novanta, un po' anni settanta, un po' anni sessanta, un po' come gli pare in realtà.
Ed è molto bello vedere questo perché comunque, oltre ad avere stile, non c'è tanto fast fashion, cioè le persone cool sono quelle che non si vestono di fast fashion, ma si vestono con abiti usati o pezzi di questo tipo. E qui attenzione perché rullo di tamburi, doppio wafer e doppia patata fritta. Perché?
Perché a quanto pare, leggendo le recensioni di Google, che poi sono il posto più vicino all'inferno direi io che cosa scopro?
Zia Pinuccia vs Valentino: quando il falso inganna
Scopro che ad AMSTERDAM, ma proprio perché il vintage va tantissimo e appunto chi è davvero cool si veste così? Ci sono un sacco di negozi che millantano, è vero le grandi firme e invece non è vero. E invece li hanno fatti la zia Pinuccia e lo zio Teresina. Gli abiti infatti molte persone hanno scoperto che qualche volta ci sono dei falsi d'autore e magari quella gonna di Valentino e quelle Manolo Blahnik effettivamente sono made in Taiwan.
Quindi bisogna fare un po' a occhio come si fa? Bisogna capire sempre leggere le etichette all'interno e guardare che appunto la cucitura che tiene insieme l'etichetta e l'abito eh non sia nuova. Dev'essere vintage anche quella, sennò evidentemente vuol dire che ti stanno facendo il chiodo. Detto anche buco in testa.
Detto anche che sta qua Hai ascoltato? Viaggio a uno punto cinque, un podcast contro il trappolone dei viaggi clone. Se stai per partire o vuoi soltanto farti una passeggiata virtuale, trovi la mappa nella descrizione con tutti i posti di cui ho parlato nel podcast. Se sei su Spotify puoi mettere le stelle, magari cinque, se ti va di fare due chiacchiere o di salutarci, sono su Instagram e sono viaggio uno per cinque.
E se stai ascoltando invece su Apple podcast mi sarebbe veramente veramente d'aiuto una recensione ovvio, sempre se ti è piaciuto.
Grazie
Se invece hai fatto già tutto, beh, puoi sempre dirlo a qualcuno. Grazie per l'ascolto e alla prossima puntata ciao.