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Guatapé e Piedra del Peñol: come arrivare da Medellin, Colombia.

Guatapé e Piedra del Peñol: come arrivare da Medellin, Colombia.

Thu, 21 Mar 2024 · 🎧 ~8 min

Qual è la differenza tra El Peñón de Guatapé e La Piedra del Peñol?
Come arrivare da Medellín?
Cosa sapere prima della visita?
Perché il viaggio è così caratteristico?
Quanto tempo serve per salire?
Come visitare il monolito tagliagola più famoso della Colombia? Ma soprattutto, chi si incontra durante il viaggio? E poi, ne vale davvero la pena? Ti racconto tutto qui.

🇨🇴 Guatapé, Colombia.

Trascrizione

Porca vacca! Abbiamo iniziato a salire su la Piedra Del Peñol, come la chiamano i cittadini di El Peñol, questo monolito enorme, gigantesco di duecento e fischia metri, ma non c'è il cablecar. Quindi sottotitolo te la fai a piedi Pure qua. una roba killer, ci sono i numeri in azzurro dipinti ogni centinaia così mentre guardi a terra soffrendo ti rendi conto di quanto manca.

Io ho appena cominciato, sono al centocinquantesimo scalino e me quiero matar.

Metro, autobus e carovana di sconosciuti

Eh ciao provo a mandarti un messaggio dall'autobus, così ti racconto un po' dell'arrivo e di che cosa ho fatto fino adesso. Stamattina ho pensato bene di aggiungermi alla carovana e quindi con le mie compagne di banco ho deciso di prendere la metropolitana dall'ostello, andare verso la Metro Nord e da lì prendere un autobus, uno dei tanti autobus che partono dalla stazione degli autobus di Medellín direzione Guatapé, Guatapé, Guatapé.

sono due ore, quindi siamo ancora in viaggio. Però devo assolutamente raccontarti l'esperienza dell'autobus perché è caratteristica. Innanzitutto è un autobus molto piccolo e super customizzato fuori con la scritta a caratteri coloratissimi sopra il parabrezza con il nome della destinazione così che non ci si sbagli.

Madonna dorata e sedili da Barbapapà

Quindi Guatapé, Guatapé, Guatapé. okay. dentro credo che così come in Buenos Aires CABA, la persona, il conducente possa personalizzare la sua cabina di guida che non è una cabina perché è aperta. Però tutto ciò che lui tocca può essere personalizzato. E quindi andiamo con ordine. Abbiamo innanzitutto una mano una Madonna dorata sul cruscotto, protetta da una cupola, statuetta.

Poi a destra c'è il sacro cuore di Gesù a fianco all'immagine di un autobus.

Bibite, biglietti e controlli improvvisati

Quindi mi sembra abbastanza chiaro che sia un'immagine tipo proteggi questo autobus, poi ci sono i sedili e i copri sedili sono blu elettrico e sembrano tipo due Barbapapa. Non so se ti ricordi il cartone Barbatruc. Esatto, proprio quello. E siamo partiti con l'aiuto di una specie di assistente, una persona che chiamava tutti a gran voce vendendo bibite alla fermata e controllava i biglietti a tutti, senza divisa, ovviamente senza alcuna uniforme o documento di riconoscimento.

Figuriamoci, controllava i biglietti di tutti aiutando le persone a sedersi nel proprio posto. Siamo partiti con la porta aperta, quindi l'autobus ha iniziato ad allontanarsi dalla stazione principale con la porta completamente aperta, in modo tale che l'assistente potesse scendere in corsa a suo piacimento.

Rapper sull'autobus: io volevo morire

Dopodiché abbiamo fatto ancora un po' di strada e colpo di scena. Salgono due ragazzi molto velocemente uno si siede a fianco al conducente e gli paga la corsa. L'altro tira fuori non un ghetto blaster perché ovviamente no, era più piccolo, era tipo un un altoparlante portatile a tracolla, mette su un Beat e comincia a rappare durissimo nell'indifferenza generale.

io volevo morire. la situazione tipica di me che cerco il telecomando per cambiare canale, perché veramente sono super a disagio. Però non posso, quindi siamo lì con lui che rappa durissimo con la porta aperta tranquillamente ci fermiamo, sale una signora con delle patatine fritte e dei mini ciccioli che però nessuno vuole comprare.

Facciamo ancora un chilometro, un chilometro e mezzo, dopodiché c'è un giro di gorra per il rapero.

Fermata Sacro Cuore, fermata mini ciccioli

Dopodiché loro scendono, le porte si chiudono e noi continuiamo il viaggio e praticamente funziona quasi tutto così nell'autobus è tutto molto familiare. Si sta tutti molto vicini. Si parla, si chiacchiera in diverse lingue e ci sono anche persone europee. Non so di dove, a dire il vero ed è tutto così.

Fermata, cinque alto, canzone, fermata mini ciccioli, fermata, sacro cuore di Gesù, eccetera. Stiamo arrivando, poi quando arriviamo ti racconto il resto.

La salita

Porca vacca, stiamo per salire, anzi abbiamo iniziato a salire su La Piedra Del Peñol, come la chiamano i cittadini di El Peñol, che però in realtà ufficialmente si chiama El Peñol de Guatapé. Ed è questo monolito enorme, gigantesco, di duecento e fischi a metri che assomiglia molto al Pan De Azúcar, ma non c'è il cablecar.

Quindi sottotitolo te la fai a piedi pure qua. hanno costruito fortunatamente una scalinata di settecento scalini. In realtà sono seicentocinquanta qualcosa.

740 scalini e l'ossigeno che manca

Comunque non importa, è una roba killer. Ci sono i numeri in azzurro dipinti ogni centinaia così mentre guardi a terra soffrendo ti rendi conto di quanto manca. Io ho appena cominciato, sono al centocinquantesimo scalino e me quiero matar. E poi tra l'altro non c'è solo il tema del fatto che sia ripido, c'è anche il tema del dell'ossigeno perché siamo già a duemila metri, quindi insomma è un piacere.

Guerra di vernice tra due città

altra cosa che Ci hanno raccontato nell'autobus, é che un lato di questa pietra di questo monolite doveva avere la scritta Guatapé dipinta in modo che si potesse riconoscere anche a distanza del territorio di questa pietra. Peró in realtà questa pietra è anche parte del paesaggio di El Peñol, che è la città vicina a Guatapé, e quindi gli abitanti di El Peñol han detto non credo proprio, hanno iniziato a manifestare pubblicamente a chiedere aiuto alle autorità e alla fine quello che è rimasto è soltanto la G e l'orlo della U che assomiglia a una I.

Quindi sul lato del del monolite si legge GI e non Guatapé, come era il piano originale. Se ascolti per la prima volta e ti stai chiedendo perché Viaggio a 1.5x è presto detto 1.5x è la velocità di riproduzione dei messaggi vocali. Io mando messaggi vocali molto lunghi e non lo sapevo fino a quando mi hanno detto cate, devo prendere un giorno di ferie e quindi da questo giro di lamentele che si è fatto sempre più frequente quando ho iniziato a viaggiare lungo l'America Latina ho pensato bene, è arrivato il momento di rivendicare questo disagio e dare questo titolo al podcast e mi raccomando, mi trovate su Instagram come viaggio 1.5x.

Raga por favor buttate un following e buttate un cinque stelle. Grazie buon ascolto.