Come ci siamo finiti: due argentini col gin nascosto e un biliardo occupato
Perché siamo andati lì? Venerdì sera volevo tanto giocare a biliardo, però non c'era nessuno — c'erano soltanto due argentini che si erano portati l'alcool da casa.
Non è uno scherzo. C'era uno zaino imboscato dietro il vaso delle piante con credo gin e lemon, e si facevano il cocktail per conto proprio, occupando il biliardo. Non c'era verso di fare una partita.
Ho visto questi due ragazzi seduti in un altro punto e ho proposto di giocare. Giocando, salta fuori che stanno viaggiando insieme e sono in quell'età dove dopo tanti anni di fidanzamento sembra il momento giusto. Mi dicono: domani andiamo a vedere questa isola bellissima.
Ho pensato che sarebbe stata una turistata megagalattica. Sono andata.
La barca da quindici posti e il mare dai sette colori
La mattina presto di sabato si è presentato un signore che ci ha reclutati tutti nella sua macchina scassata — senza lo specchietto destro. Tragitto breve, si arriva al porto di San Andrés. Ho comprato il sacchettino di plastica per il cellulare con il cordoncino — ottanta centesimi — perché tutti parlavano di vita marina meravigliosa da fotografare.
Si sale su una barca di legno con quattro linee di sedute senza schienale e il capitano al fondo col motore. La barca comincia a saltare tipo da romperci i denti con lo sbatticulo ogni tre secondi. Più ridi, più ti spacchi i denti, più ti entra acqua in bocca. E l'acqua di San Andrés è salata anche quella della doccia — purificata sì, ma non potabile.
Dalla barca si vede quello che tutte le guide raccontano: il mare dai sette colori. Sette azzurri davvero diversi, perché l'acqua cambia colore in base a quello che c'è sul fondo. Sembra fatto con Photoshop — e invece no.
Johnny Cay: l'isola a forma di cuore e gli iguana indifferenti
Ci spiegano che questa isola — con la fotografia aerea o con Google Maps — mostra di avere la forma di un cuore. Tutti noi fessi subito ad aprire Google Maps per vedere. No, assolutamente no — è un po' come guardare le nuvole: io vedo un cagnolino, tu vedi un due di picche.
Però l'isola — sabbia bianca gessetto, la consistenza è quella della farina, palmette tutto intorno che fanno ombra e nascondono gli iguana — gli iguana ti guardano e ti dicono:
eh, stronzo, non abiterai mai qua. Invece noi sì.
A proposito di amore eterno: ieri sera al biliardo c'era anche un bel ragazzo argentino. Veramente bel ragazzo. Indovina a chi piacevo? All'altro — il grosero. Su le mani per me, sempre così: tiro, gol. Sempre.
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